venerdì 8 maggio 2009

LA CITTA' DEL FARE E DELLA BUONA AMMINISTRAZIONE

. venerdì 8 maggio 2009

Ci sono due modi di amministrare una città. Il primo consiste nel gestire il consenso, condizionare le scelte, filtrare le risorse, imporre dall'alto modelli di sviluppo, frenare le energie che non si piegano ai condizionamenti politici. E' il modello imposto a Livorno dalle amministrazioni di sinistra. Le conseguenze le abbiamo sotto gli occhi: un governo cittadino che ha alimentato spreco di denaro pubblico, assistenzialismo, clientela e nepotismo; una città che ha bruciato occasioni di sviluppo industriale, commerciale e turistico, che ha visto declinare le sue potenzialità di lavoro e di intrapresa, che al tempo stesso si è imbruttita nel tessuto urbano e ha perso fiducia nel futuro. E' una Livorno degradata quella che ci restituisce chi ha guidato il governo cittadino negli ultimi cinque anni, portando all'esasperazione tutti i problemi ereditati dalle amministrazioni precedenti, unendo l'immobilismo più inconcludente all'arroganza di chi è abituato a sottrarsi al confronto e al controllo democratico. Noi ci ispiriamo a un modello radicalmente diverso: vogliamo un'amministrazione pubblica che offra ai cittadini una struttura di servizi efficienti e facili da utilizzare, che consenta a ciascuno di valorizzare la creatività e le qualità di cui dispone, che vada incontro a chi necessita di
sostegno, indipendentemente dal ruolo che svolge, dalla condizione sociale dal quartiere in cui abita, dalle convinzioni politiche. Una città più bella, più sicura, più dinamica, e più libera.
Per questo presentiamo ai livornesi un programma chiaro, che individua le scelte essenziali per le prospettive di sviluppo della città, ed è fatto di soluzioni concrete per i problemi reali della vita quotidiana dei suoi abitanti.

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